<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>Materiali per approfondire i temi libro “Sociologia dei media digitali” (Laterza, Roma-Bari, 2011) di Davide Bennato</description><title>Sociologia dei media digitali</title><generator>Tumblr (3.0; @sociologiadeimediadigitali)</generator><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/</link><item><title>"The best minds of my generation are thinking about how to make people click ads,” he says. “That..."</title><description>““The best minds of my generation are thinking about how to make people click ads,” he says. “That sucks.””&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;p&gt;JEFF Hammerbacher&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/11_17/b4225060960537.htm" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/11_17/b4225060960537.htm" target="_blank"&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/11_17/b4225060960537.htm" target="_blank"&gt;http://www.businessweek.com/magazine/content/11_17/b4225060960537.htm&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; (via &lt;a href="http://tecnoetica.tumblr.com/" class="tumblr_blog" target="_blank"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/50497904685</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/50497904685</guid><pubDate>Wed, 15 May 2013 16:47:16 +0200</pubDate><category>data scientist</category><category>Facebook</category><category>JEFF Hammerbacher</category></item><item><title>i “Millennials” si sentono onnipotenti grazie ad una tecnologia...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/c48da4ae684153cce6b7554cdacdb0d4/tumblr_mms5lv4B1f1qm7tc2o1_250.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;i “Millennials” si sentono onnipotenti grazie ad una tecnologia cresciuta assieme a loro che gli consente di competere contro tutto e tutti: gli hackers riescono a sfidare le corporations, i bloggers affondano i giornali, i terroristi tengono in scacco i maggiori Stati-nazione, i video su YouTube condizionano i registi di Hollywood e chi crea le application si impone nell’industria. In breve, i “Millennials” sentono di non aver bisogno delle generazioni precedenti ed è per questo che incutono timore. Al tempo stesso però l’eccesso di autostima e il narcisismo li portano a scontrarsi con la realtà di un mercato che non sempre li premia come vorrebbero. La conseguenza è nel fatto che il 70 per cento di loro controlla il cellulare ogni ora, molti soffrono la sindrome da vibrazioni - ovvero se nessuno gli scrive o li chiama vanno in agitazione - e si identificano sempre più in identità-brand, misurate sul numero di “followers” che hanno su Twitter o di “friends” accumulati su Facebook (via &lt;a href="http://www.lastampa.it/2013/05/14/blogs/finestra-sull-america/narcisi-e-ossessionati-dal-successo-su-time-radiografia-dei-millennials-QIdEz6yF9Tk14DT5RCPHrN/pagina.html" target="_blank"&gt;Narcisi e ossessionati dal successo Su Time radiografia dei “Millennials”&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/50409510798</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/50409510798</guid><pubDate>Tue, 14 May 2013 10:44:19 +0200</pubDate><category>Millennials</category><category>Time Magazine</category></item><item><title>Istat.it - Sociologia dei media digitali</title><description>&lt;a href="http://www.istat.it/it/archivio/88713"&gt;Istat.it - Sociologia dei media digitali&lt;/a&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/49504755327</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/49504755327</guid><pubDate>Fri, 03 May 2013 13:00:33 +0200</pubDate></item><item><title>"Sono le start up. «In parto lo fanno perché hanno la componente “sociale” nel loro dna, tanto più se..."</title><description>“Sono le start up. «In parto lo fanno perché hanno la componente “sociale” nel loro dna, tanto più se lavorano al mondo delle App — sottolinea Davide Bennato, docente di Sociologia dei media digitali all’università di Catania — Ma più spesso perché sono aziende diffuse, dislocate sul territorio. Si formano perché i componenti, mediamente 5-6 persone, si incontrano su un progetto ma difficilmente capita che vivano anche nello stesso posto. Il web, la piattaforma social è allora il vero luogo di lavoro virtualizzato. Le nuove piattaforme tecnologiche del lavoro social rendono oggi tutti i processi più trasparenti e partecipati: sia sul fronte dei dipendenti che su quello dei fornitori”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/04/22/news/lazienda_2_0_pi_social_e_virtuale_con_smartphone_e_tavolette_boyd-57201632/" target="_blank"&gt;L’azienda 2.0: più social e virtuale con smartphone e tavolette “Boyd” - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/49501984580</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/49501984580</guid><pubDate>Fri, 03 May 2013 11:14:34 +0200</pubDate></item><item><title>(via [AVVISO] Sociologia dei media digitali PLUS: Peppe Sirchia...</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_mdmidrUB2x1qm7tc2o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.processiculturali.it/2012/11/17/avviso-sociologia-dei-media-digitali-plus-peppe-sirchia/" target="_blank"&gt;[AVVISO] Sociologia dei media digitali PLUS: Peppe Sirchia | Sociologia dei processi culturali&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/35899193255</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/35899193255</guid><pubDate>Sat, 17 Nov 2012 09:32:14 +0100</pubDate></item><item><title>Enrico Giovannini (ISTAT) "Abbiamo bucato la rivoluzione informatica"</title><description>&lt;p&gt;Negli anni 2000 abbiamo perso un’occasione per cambiare a fondo i nostri processi produttivi: come dice qualcuno abbiamo “bucato” la rivoluzione informatica. Abbiamo insomma sostituito le macchine da riscrivere coi pc, ma poi abbiamo continuato a produrre e lavorare come prima. Il problema si concentra in particolare in alcuni settori come il terziario (con costruzioni, attività immobiliari e attività professionali che hanno perso produttività) e poi nel manifatturiero, in particolare nelle imprese piccolissime ed in quelle grandi. Solo il settore delle comunicazioni e le banche, col processo di riorganizzazione che c’è stato, hanno sfruttato questa occasione. Addirittura anche la pubblica amministrazione è riuscita a fare passi avanti».&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30867442408</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30867442408</guid><pubDate>Tue, 04 Sep 2012 15:16:05 +0200</pubDate><category>Enrico Giovannini</category><category>ISTAT</category><category>rivoluzione informatica</category><category>capitolo 1</category></item><item><title>Un milione di ID apple nelle mani degli hacker @la_stampa</title><description>&lt;p&gt;&amp;#8220;Il codice UDID è una via di accesso molto delicata ai dati presenti nei dispositivi Apple – spiega Davide Bennato docente di Sociologia dei media digitali all&amp;#8217;Università di Catania -non è facile intervenire quando questo codice viene sottratto illegalmente. Una buona norma, in questi casi, è cancellare i dati relativi alla carta di credito e cambiare la password di accesso ad iTunes e, dopo qualche giorno, inserire di nuovo i dati della carta che si vuole associare all&amp;#8217;account. In questo modo è possibile arginare eventuali attacchi illeciti (l’incrocio delle informazioni “secondarie” potrebbe infatti portare ad ottenere quelle principali associate ad ogni utente), anche se una protezione assoluta in questi casi è molto difficile&amp;#8221;.&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30866691524</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30866691524</guid><pubDate>Tue, 04 Sep 2012 14:51:05 +0200</pubDate><category>la stampa</category><category>interviste</category><category>commenti</category></item><item><title>La conversazione insostenibile (Michele Boroni)</title><description>&lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://tecnoetica.tumblr.com/post/30027412950/la-conversazione-insostenibile-michele-boroni" target="_blank"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height="225" src="http://www.italicnews.it/wp-content/themes/Broadcast/thumb.php?src=http://www.italicnews.it/wp-content/uploads/2012/08/ITALIC-N11_La-conversazione-insostenibile-e1343928482321.jpg&amp;amp;w=450&amp;amp;h=225&amp;amp;zc=1&amp;amp;q=100" width="450"/&gt;Siamo di fronte un &lt;strong&gt;mondo a due velocità&lt;/strong&gt;: quello &lt;strong&gt;aziendale classico&lt;/strong&gt;, che vive di piani a medio-lungo termine, e il &lt;strong&gt;mondo digitale&lt;/strong&gt; che viaggia a ritmi forsennati e spesso insostenibili, specialmente per i gruppi di grandi dimensioni.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30027561604</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/30027561604</guid><pubDate>Thu, 23 Aug 2012 12:22:18 +0200</pubDate><category>social media</category><category>public relations</category><category>relazioni pubbliche</category></item><item><title>Nascono sempre meno startup e sempre più piccole via @chefuturo</title><description>&lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://tecnoetica.tumblr.com/post/29886616583/nascono-sempre-meno-startup-e-sempre-piu-piccole" target="_blank"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height="340" src="http://www.chefuturo.it/wp-content/uploads/2012/06/Augusto-Coppola_avatar-340x340.png" width="340"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. Raccogliere dati è imperativo&lt;br/&gt;2. Avere metodi coerenti di raccolta dati  per una visione comune dei problemi&lt;br/&gt;3. Politiche di crescita occupazionale devono prevedere l’incremento di startup&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/29886838812</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/29886838812</guid><pubDate>Tue, 21 Aug 2012 09:41:20 +0200</pubDate><category>startup</category></item><item><title>Twitter transparency report ovvero le richieste fatte dai governi per sapere nomi di alcuni account</title><description>&lt;a href="http://tecnoetica.tumblr.com/post/26418516903/twitter-transparency-report-ovvero-le-richieste-fatte"&gt;Twitter transparency report ovvero le richieste fatte dai governi per sapere nomi di alcuni account&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://tecnoetica.tumblr.com/post/26418516903/twitter-transparency-report-ovvero-le-richieste-fatte" target="_blank"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height="543" src="http://www.ilpost.it/files/2012/07/twitter-trasparenza-01.png" width="523"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Twitter ha pubblicato il suo primo rapporto sulla trasparenza. L’iniziativa serve per mostrare agli iscritti del social network le richieste inviate dai governi per ottenere informazioni o la rimozione di particolari contenuti, nel caso anche di violazioni del diritto d’autore. Il rapporto…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ilpost.it/2012/07/03/rapporto-trasparenza-twitter/" target="_blank"&gt;http://www.ilpost.it/2012/07/03/rapporto-trasparenza-twitter/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/26418574381</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/26418574381</guid><pubDate>Tue, 03 Jul 2012 15:56:00 +0200</pubDate><category>Twitter</category><category>censura</category><category>etica</category><category>privacy</category><category>tecnoetica</category><category>capitolo 3</category></item><item><title>Mediologia: una disciplina attraverso i suoi classici</title><description>&lt;p&gt;&lt;img height="700" src="http://www.liguori.it/copertineweb/copertine700/5601.jpg" width="405"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da diversi anni si sente parlare di mediologia e di approcci mediologici allo studio della realtà. Ma che cos’è la mediologia? Quali sono i riferimenti condivisi dagli studiosi del campo? Quali gli autori e i testi che vengono utilizzati? Simmel, Lukács, Warburg, Arnheim, Benjamin, Horkheimer e Adorno, Innis,&lt;strong&gt; Katz e Lazarsfeld&lt;/strong&gt;, Barthes, Heidegger, Habermas, McLuhan, Morin, Havelock, Baudrillard, Williams, Meyrowitz sono autori di varia provenienza le cui opere vanno a formare un vero e proprio canone della mediologia, disciplina che intende i media come un terreno di studio privilegiato per la comprensione della società e dei suoi mutamenti. &lt;strong&gt;Cosa unisce le ricerche classiche sull’influenza personale con il passaparola in rete?&lt;/strong&gt; Cosa può dirci Benjamin sulle pratiche di remixing digitale? Quanto aiuta l’Atlas di Warburg a capire il funzionamento delle immagini contemporanee? Diciannove testi classici, con lunga tradizione e storia d’uso nella ricerca, sono qui introdotti da sintetiche schede di presentazione e poi recensiti “come se uscissero oggi”, confrontati con le problematiche attuali, fatti dialogare con la bibliografia e le teorie contemporanee. Integrando le prospettive di ricerca tradizionali con quelle più recenti, il volume fornisce una “cassetta degli attrezzi” mediologica di base e raccoglie un ventaglio di strumenti di lavoro utile per chi intende studiare e ragionare su media e comunicazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;[in grassetto autori e temi da me curati] :-)&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/24083169159</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/24083169159</guid><pubDate>Wed, 30 May 2012 23:17:04 +0200</pubDate></item><item><title>Una startup Usa alla ricerca di nuove misure di valutazione delle audience #smm #roi</title><description>&lt;p&gt;Umbel, un’ azienda Usa specializzata in analisi dei pubblici, sta mettendo a punto dei nuovi sistemi di misurazione dei contenuti online per consentire agli editori di monetizzarli meglio. E il progetto viene sostenuto anche dalla Knjght Foundation che ha annunciato l’ intenzione di entrare come socio strategico nella startup con un investimento iniziale di 3,7 milioni di dollari.&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/24001728905</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/24001728905</guid><pubDate>Tue, 29 May 2012 18:32:39 +0200</pubDate></item><item><title>tecnoetica:

(via Tecnoetica - Auguri di Buona Pasqua -...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/tumblr_m24epja3Ds1qz4j06o1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://tecnoetica.tumblr.com/post/20660808947/via-tecnoetica-auguri-di-buona-pasqua" target="_blank"&gt;tecnoetica&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;(via &lt;a href="http://www.tecnoetica.it/2012/04/07/auguri-di-buona-pasqua/" target="_blank"&gt;Tecnoetica - Auguri di Buona Pasqua - Tecnoetica&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/20660953412</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/20660953412</guid><pubDate>Sat, 07 Apr 2012 19:49:10 +0200</pubDate></item><item><title>How Twitter Reacted to the New iPad Announcement [INFOGRAPHIC]</title><description>&lt;a href="http://mashable.com/2012/03/07/twitter-reacts-new-ipad/"&gt;How Twitter Reacted to the New iPad Announcement [INFOGRAPHIC]&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;img alt="How Twitter Reacted to the New iPad Announcement [INFOGRAPHIC]" src="http://mashable.com/wp-content/uploads/2012/03/125,twitter-ipad-600.jpg" width="125"/&gt;&lt;br/&gt;It’s likely your Twitter feed has been buzzing with talk about the new iPad all week, but what does that mean? Data on Twitter can tell you who and where these tweets are coming from. The rumors about the iPad 3 versus iPad HD have since been resolved (it’s just iPad). As you can see in this …&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/18943951766</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/18943951766</guid><pubDate>Thu, 08 Mar 2012 11:57:02 +0100</pubDate><category>data</category><category>infografica</category><category>Twitter</category><category>capitolo 1</category><category>case study</category></item><item><title>No SOPA, No PIPA (via End Piracy, Not Liberty – Google)</title><description>&lt;img src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_m08fkozFe31qm7tc2o1_500.png"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;No SOPA, No PIPA (via &lt;a href="https://www.google.com/landing/takeaction/" target="_blank"&gt;End Piracy, Not Liberty – Google&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/18579107416</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/18579107416</guid><pubDate>Fri, 02 Mar 2012 01:48:23 +0100</pubDate><category>SOPA</category><category>PIPA</category><category>ACTA</category><category>Google</category><category>pirateria</category><category>libertà</category></item><item><title>Diomira Cennamo: recensione su Anobii</title><description>&lt;p&gt;Il libro di Bennato è un utile inquadramento di questo marasma sociale che è il Web 2.0. Uno sguardo tecnico e distaccato, nel senso che ci aiuta a distaccarci dagli ambienti sociali in cui nuotiamo di continuo, ponendoci in un atteggiamento storico-critico. Non è per nulla distaccata invece la proposta della &amp;#8220;tecnoetica&amp;#8221;, che invita a considerare il livello valoriale e non quello puramente tecnologico relativo ai media sociali. In effetti, mancava una voce più squisitamente sociologica in questo ambito, soprattutto in Italia. Una delle problematiche che vincolano l&amp;#8217;utilizzo dei media digitali e ne frenano la crescita è proprio l&amp;#8217;ancoraggio alla base tecnologica. Ma la tecnologia è la stessa da quasi un decennio, mentre quello che varia a un ritmo vertiginoso sono i movimenti e l&amp;#8217;etnografia delle masse che la percorrono continuamente, plasmandola. Un&amp;#8217;etnografia che sta già provocando rilevanti effetti anche nelle nostre vite off line.&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16763036498</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16763036498</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:08:52 +0100</pubDate><category>recensioni</category><category>Anobii</category></item><item><title>Pinterest Becomes Top Traffic Driver for Retailers [INFOGRAPHIC]</title><description>&lt;a href="http://mashable.com/2012/01/29/pinterest-retail-infographic/"&gt;Pinterest Becomes Top Traffic Driver for Retailers [INFOGRAPHIC]&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;img alt="Pinterest Becomes Top Traffic Driver for Retailers [INFOGRAPHIC]" src="http://mashable.com/wp-content/uploads/2012/01/125,pinterest-infographic1.jpg" width="125"/&gt;&lt;br/&gt;Pinterest, a two-year-old social bookmarking site that lets users collect and share things they like on the web, is driving increasingly significant amounts of traffic to retailers’ websites. The service enables users to create online bulletin boards, or “pinboards,” for popular categories suc…&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16761345100</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16761345100</guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:16:35 +0100</pubDate><category>Pinterest</category><category>social media</category><category>SEO</category><category>social commerce</category><category>Capitolo 2</category></item><item><title>Tecnoeticamente Davide Bennato</title><description>&lt;p&gt;&lt;img align="top" height="183" src="http://api.ning.com/files/unoc26Dw3HrHEZ3TzYNG8QYmlDIRtwoIHZnnM9JdIcaLf7EsvvM2r6gVVVdT973pGzH9glbVeps7DAXTRxaVR6-xUdjHlLw1/663011841.jpeg?xgip=19%3A0%3A436%3A436%3B%3B&amp;amp;width=183&amp;amp;height=183" width="183"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bennato ha appena pubblicato “Sociologia dei media digitali” per l’editore Laterza, un manuale che diventerà tra breve punto di riferimento per chiunque desideri approfondire l’argomento di moderni strumenti comunicativi in ambito sociologico. Da segnalare l&amp;#8217;illuminante intervista rilasciata a SegnalazionIT, in cui Bennato ci spiega il suo punto di vista su alcune interessanti evoluzioni che caratterizzeranno nel medio e lungo termine il nostro modo d’interagire sotto l’influsso condizionante dei più noti strumenti di condivisione e interazione&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16528987296</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16528987296</guid><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 19:16:47 +0100</pubDate><category>recensioni</category><category>Stat Project</category><category>Duccio Schiavon</category></item><item><title>Vincos: 5 libri indispensabili per chi lavora (o vuole lavorare) nella comunicazione</title><description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2. Davide Bennato, Sociologia dei media digitali (Laterza)&lt;/strong&gt; I media digitali raccontati dal punto di vista di un sociologo. Solo in questo modo si possono comprendere i variegati modi di utilizzo delle piattaforme e l’impatto sulla società. Inoltre in questo testo Bennato affronta il delicato tema della tecnoetica, vale a dire delle sfide etiche che le tecnologie pongono a tutti noi.&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16523694502</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16523694502</guid><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 16:57:49 +0100</pubDate><category>recensioni</category><category>Vincenzo Cosenza</category><category>Bol</category><category>social media</category></item><item><title>Le dinamiche sociali di Twitter eterofilia/omofilia e simmetria/asimmetria</title><description>&lt;p&gt;&lt;img align="top" height="300" src="http://3.bp.blogspot.com/_k5S_YNnzU3U/ST_eO5faRaI/AAAAAAAAHBM/aCuqAPFfzJM/s400/n708598708_1756183_5271.jpg" width="400"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;D. In una delle ricerche che citi, vengono classificati in 5 macrocategorie gli utenti di Twitter: media, celebrità, organizzazioni, blogger, persone comuni. Il meccanismo di following ha forti caratteristiche di omofilia, e cioè le celebrità seguono le celebrità, i blogger i blogger e così via. Secondo te, nei prossimi anni, questo meccanismo verrà alterato, ad esempio con la naturale evoluzione di Twitter come news medium?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;R. Non è facile rispondere. Secondo me ci saranno due grafi sociali che descriveranno Twitter. Un grafo con un alto grado di omofilia caratterizzato da legami simmetrici ed un grafo con un alto grado di eterofilia caratterizzato da legami asimmetrici e questo rafforzerà l’uso di Twitter come news medium. Mi spiego meglio. I blogger seguiranno altri blogger e saranno ricambiati. I giornalisti seguiranno altri giornalisti e saranno ricambiati. Blogger seguiranno giornalisti e non saranno ricambiati ma lo faranno per avere notizie o opinioni.&lt;/p&gt;</description><link>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16109149885</link><guid>http://sociologiadeimediadigitali.tumblr.com/post/16109149885</guid><pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:54:00 +0100</pubDate><category>intervista</category><category>recensioni</category><category>segnalazionit.org</category><category>Daniele Frongia</category></item></channel></rss>
