Il libro di Bennato è un utile inquadramento di questo marasma sociale che è il Web 2.0. Uno sguardo tecnico e distaccato, nel senso che ci aiuta a distaccarci dagli ambienti sociali in cui nuotiamo di continuo, ponendoci in un atteggiamento storico-critico. Non è per nulla distaccata invece la proposta della “tecnoetica”, che invita a considerare il livello valoriale e non quello puramente tecnologico relativo ai media sociali. In effetti, mancava una voce più squisitamente sociologica in questo ambito, soprattutto in Italia. Una delle problematiche che vincolano l’utilizzo dei media digitali e ne frenano la crescita è proprio l’ancoraggio alla base tecnologica. Ma la tecnologia è la stessa da quasi un decennio, mentre quello che varia a un ritmo vertiginoso sono i movimenti e l’etnografia delle masse che la percorrono continuamente, plasmandola. Un’etnografia che sta già provocando rilevanti effetti anche nelle nostre vite off line.
Fonte: anobii.com-
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